MOTIVAZIONE SCOLASTICA

Il progetto pedagogico che va sotto il nome di Philosophy for children nasce negli anni ’70 ad opera di Matthew Lipman fondatore dell’Institute for the Advancement of Philosophy for children, Montclair State University, New Jersey, USA.
Il programma prospetta un curricolo di racconti, affiancati da altrettante guide per gli insegnanti, strutturati in base all'età di riferimento e destinati a bambini dai cinque ai quindici anni. Le storie propongono situazioni problematiche emergenti dall'esperienza di tutti i giorni, che i protagonisti - bambini, adolescenti, adulti, animali - tentano di interpretare attraverso la riflessione e la discussione in comune, partendo, dunque, dall'episodio circostanziato fino a raggiungere questioni di natura filosofica.
Prerogative del programma sono la lettura collettiva dei racconti e il confronto che ne consegue, entrambi realizzati in una "comunità di ricerca" che, attraverso un dialogo autocorrettivo, paritario e orientato da interessi condivisi, intraprende un percorso di costruzione sociale della conoscenza. Il dialogo, così come scaturisce nella "comunità di ricerca", assomma, pertanto, ad un'indubbia valenza democratica la possibilità di sviluppare competenze cognitive complesse, per mezzo della negoziazione continua e mai definitiva di significati, teorie, prospettive e visioni del mondo.
Di conseguenza la Philosophy for children non si prefigge l' insegnamento della filosofia, ma pone come suo obiettivo dichiarato l'apprendere a filosofare quale metodologia per lo sviluppo di abilità di ragionamento concernenti, in particolare, la dimensione metacognitiva e le competenze metalinguistiche.
Il curricolo di Lipman ha una fondamentale ispirazione filosofica, ma non è un programma per insegnare filosofia. Rappresenta soltanto un prototipo, una forma ed una metodologia applicabile a tutte le discipline e in tutti i cicli scolastici, il cui principio ispiratore di fondo è la metafora della “comunità di ricerca”
L’assunto fondamentale in base al quale l’interrogarsi sulla realtà non ha senso se non in quanto si svolge all’interno di una comunità mette in gioco, sin dall’inizio, la dimensione socio-affettiva dell’educazione, connettendosi con il tema e con la problematicità di un’educazione morale in una società in cui vale, innanzitutto, il pluralismo dei valori, il rispetto delle differenze e una formazione collocata nell’ottica della multiculturalità. La posta in gioco è l’educazione di individui capaci di pensare con la propria testa e di assumere decisioni consapevoli e responsabili come membri di una comunità, secondo lo spirito proprio della democrazia.
Il curricolo rappresenta un modello didattico di educazione al pensiero complesso e nello stesso tempo, per le sue caratteristiche è in grado di migliorare anche le abilità emotive, affettive e sociali in genere.